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Matteo Renzi, se l’Italicum non passa si torna al voto

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A Otto e mezzo, su la7, Matteo Renzi è stato categorico: «Se non passa l’Italicum, credo proprio che il governo cade. Se il governo, nato per fare le cose, viene messo sotto allora vuol dire che i parlamentari dicono: andate a casa. Non sono per tenere la poltrona aggrappata alle terga» confermando in questo modo che il via libera alla legge elettorale rappresenta il passaggio più importante della legislatura. Per la fiducia ha aggiunto: «Martedì il governo deciderà se porla».

Sulle critiche di Enrico Letta e Romano Prodi, il premier ha liquidato la cosa così: «hanno due libri in uscita». «Rispetto il parere di Enrico, poteva usare un’altra espressione rispetto al metadone ma non faccio polemiche», ha affermato Renzi. Sempre contro Prodi ha spiegato come: «più che rifare l’Ulivo, io voglio rifare l’Italia». Il democratico ha anche negato che sia stato il governo italiano a non sostenere la candidatura dell’ex premier come negoziatore sulla Libia. «Le Nazioni Unite hanno scelto Bernardino Leon sulla base del presupposto che era meglio non scegliere un ex premier che aveva avuto forti rapporti con Gheddafi».

Dopo lo scontro con Enrico Letta, Romani Prodi e la minoranza Dem è passato a toni più rassicuranti, ammettendo come sia stato sbagliato non invitare Pier Luigi Bersani alla Festa dell’Unità. «Ha ragione – ha detto Renzi – hanno fatto male a non chiamarlo, hanno chiamato i ministri e non gli ex segretari».

Poi la Gruber è passato sulle tematiche più calde della giornata. La questione Lo Porto.

Sulla notizia del New York Times che Obama sapesse della morte del cooperante Giovanni Lo Porto quando il Matteo Renzi era a Washington la settimana scorsa, ha commentato: «erano solo ipotesi, la certezza noi l’abbiamo avuta mercoledì e credo anche gli americani. […] Faremo di tutto per recuperare quel corpo anche se è molto difficile». Renzi poi ha attaccato chi ha accusato il governo di considerare Lo Porto come una vittima di serie B. «Come si fa a definirlo un ostaggio di serie B? La Farnesina ha fatto di tutto in questi anni, alla famiglia abbiamo portato prove che era in vita. Io capisco il dolore della famiglia, non capisco la polemica politica». Subito dopo ha completamente difeso gli Stati Unti. «Gli americani sono stati corretti – ha detto – sono responsabili di quello che è accaduto, ma è stato un drone, non era un blitz di cui gli Usa ci dovevano informare. Si è trattato di un errore tragico, drammatico. E gli americani ce l’hanno detto quando c’era la certezza di quanto accaduto»

Infine su un’altra questione spinosa, ovvero l’immigrazione ha definito il vertice europeo «un passo in avanti per affermare che non è un problema solo di Italia o di Malta ma riguarda tutti». Ma ha anche aggiunto: «l’idea che la comunità internazionale eviti di guardare dall’altra parte è significativa, ma c’è ancora molto da lavorare». Infine ha annunciato: «Lunedì porto su un aereo e poi sulla nave San Giusto il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon per fargli vedere fisicamente e plasticamente che cosa sta facendo l’Italia».

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